Azzurra s.r.l.

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Vibo Marina - Storia

 

Già nel III secolo a.C. esisteva un porto romano costruito per opera del tiranno Agatocle di Siracusa. Tracce di questo insediamento sono tutt'oggi riscontrabili nel territorio di Trainiti, così come i resti di una villa romana e di una necropoli sulle antistanti colline che circondano l'abitato. Vibo Marina (allora Vibona), nella sua storia, è stata anche sede vescovile fino alla venuta dei Normanni, che il loro condottiero Ruggero il Bosso, ha traslato la sede vescovile, ormai diruta dalle incursioni saracene, a favore della costruenda Mileto, città eletta a capitale del regno che diede successivamente i natali a Re Ruggero II, il quale trasferì successivamente la capitale da Mileto a Palermo. I primi insediamenti del nucleo urbano moderno risalgono ai primi anni dell'800, quando presso la Baia di Santa Venere ormeggiavano bastimenti ed imbarcazioni legate alle numerose attività della pesca del tonno (numerose le tonnare attive presenti lungo la costa vibonese denominata "Costa degli Dei")e alla commercializzazione del legname delle vicine Serre. La successiva costruzione di un molo, poco prima dell'Unità d'Italia implementò lo stanziamento di diverse famiglie che andarono formando poi la prima comunità. L'arrivo della ferrovia (1889) e la costruzione di ulteriori infrastrutture portuali, accelerarono il processo di crescita urbana ed industriale che vide intorno agli anni 50-60 del secolo scorso il suo apice. La presenza di numerose industrie (Nuovo Pignone, Italcementi, Snam, Agip, Meridionale Petroli, ecc.), fece intravedere il miraggio di una industralizzazione che doveva portare e diffondere il benessere. Fu solo una illusione che lasciò prostrato il territorio disseminato di capannoni industriali a danno di un turismo mai decollato. Vibo Marina in origine era chiamata Porto Santa Venere ed una leggenda narra che il nome le fu dato da un pescatore del luogo che scoprì sulla spiaggia la statua di una donna sdraiata ed identificata conSanta Venere. Attualmente la statua di probabile origine romana, trova posto su un basamento all'incrocio tra il Lungomare Cristoforo Colombo e Corso Michele Bianchi. L'antico nome di Porto Santa Venere venne poi modificato a partire dal 1931 (primo documento in cui si riporta tale denominazione) in quello attuale di Vibo Marina (il capoluogo aveva mutato il nome da Monteleone Calabro in Vibo Valentia nel 1928), benché non esista alcun atto amministrativo ufficiale che ne sancisca il cambiamento. Attualmente un libero comitato di cittadini (Comitato verso l'autonomia di Porto santa Venere) ha presentato un disegno di Legge presso il Consiglio Regionale della Calabria per chiedere l'istituzione del referendum consultivo e sancire così il definitivo distacco dal capoluogo provinciale di Vibo Valentia. Partecipano all'ambizioso progetto, le popolazioni di S.Pietro di Bivona, Longobardi, Bivona, Porto Salvo e naturalmente Vibo Marina. Dopo aver tentato di raggiungere la propria indipendenza all'indomani della seconda guerra mondiale, e poi intorno agli anni '70, stavolva le possibilità sembrano essere più concrete. Il 12 aprile 1943 la cittadina venne pesantemente bombardata e molte persone persero la vita. Gravissimi furono i danni alla ferrovia, al porto ed alle infrastrutture civili ed industriali. Il 17 novembre 1951 si consuma la tragedia del viadotto ferroviario di Timpa Janca lungo la linea ferroviaria Vibo Marina-Pizzo-Vibo Valentia-Mileto. Il 3 luglio 2006 una alluvione dovuta ad un eccezionale nubifragio provoca ingenti danni all'industria, al turismo ed a numerose abitazioni. La maggior parte dei danni si registrano nel quartiere denominato Pennello, zona urbana completamente abusiva sorta tra gli anni 60 e 70 grazie all'indifferenza di tutti. Lo straripamento dei numerosi torrenti e del Sant'Anna in particolare hanno sommerso il paese e le località adiacenti di fanghiglia, detriti e acqua, superando in molti punti il metro di altezza. 3 morti è stato il prezzo pagato dalla comunità, la quale porta ancora i segni e le ferite subite.

 

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera.

 

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